Dal link sottostante è possibile scaricare il manuale di uso, in lingua madre, dei revolver Frontier come da richiestomi da Alberto.

Vi ricordo che questo manuale, con relativo esploso dell’arma, pur essendo specifico della Colt per il suo modello New Frontier, si può ritenere valido per tutti i modelli Frontier, ovvero revolver in singola azione repliche più o meno fedeli e più o meno ben fatti rispetto al brand originale.

Allego cmq anche un esploso specifico della Jager.

Colt_New_FrontierJaeger_SAA_Revolver

Poichè ho avuto molte richieste sulla piccola Ruger da bosco, anche in merito alla manualistica, ed in un post precedente ho pubblicato alcuni link su cui acquistare copie ristampate in digitale di tali manuali, ritengo di fare cosa gradita pubblicando un esploso di quest’arma:

EsplosoRuger44M

Premessa

Questo manifesto intende affrontare il problema dell’immagine di noi cittadini che per passione o lavoro abbiamo a che fare con le armi e veniamo sempre bistrattati dai mezzi di comunicazione, nonché il problema del rapporto tra noi e gli uffici di pubblica sicurezza o gli uffici giudiziari.
Dalle notizie di stampa, dalle lettere che i cittadini scrivono alle riviste o ai gruppi di discussione, abbiamo la prova che la maggior parte delle persone che nelle questure o commissariati forniscono informazioni in materia di armi oppure sono addetti al rilascio di licenze, non hanno la minima cognizione delle norme che debbono applicare, così che finiscono per fornire informazioni sbagliate e per conculcare i diritti dei richiedenti.

Noi sappiamo che vi sono ottimi funzionari ben preparati e coscienziosi i quali non meritano critiche, ma purtroppo essi sono una minoranza di fronte a coloro che abusano del loro potere per costringere i cittadini ad attività e spese inutili, per ostacolarli e per imporre loro condotte che limitano i diritti che la legge loro garantisce.

Questo comportamento è dovuto, da una lato, all’indegna mentalità di chi ritiene di coprire un posto pubblico non per servire i cittadini, ma per esercitare un potere che nessuna legge gli attribuisce. Dall’altro lato deriva da precise responsabilità del ministero che non riesce ad imporre ai suoi funzionari una condotta uniforme e che non è capace di punire e correggere coloro che sbagliano e non si curano di sbagliare.

Tra i giudici troppi ve ne sono che ritengono di dover castigare, a qualunque costo, chiunque abbia a che fare con le armi e che ritengono ammissibile di poter distorcere le norme a loro piacimento, indifferenti ad ogni principio generale di equità e ad ogni logica; giudici che spaccano il capello in quattro per poter essere miti con un rapinatore o uno spacciatore, quando si tratta di armi lo spaccano in otto per non dover assolvere un cittadino che ha agito in buona fede e rispettando le norme, che egli conosce meglio del giudice stesso.

Sui mezzi di comunicazione il malvezzo generalizzato è di presentare ogni vicenda in cui si parla di armi con il tono di “dagli all’untore” facendo diventare ogni raccolta di vecchi rottami a forma d’arma un arsenale, facendo diventare traffico d’armi anche l’ importazione di una finta sciabola dall’Africa, presentando come uno sparatore folle chiunque cerchi di difendere la propria vita con un’arma.
Ci rendiamo conto che l’ambiente culturale in cui viviamo non è il più idoneo per richiedere ragionevolezza e rispetto dei diritti altrui; è un periodo in cui prevale il fanatismo dell’ignorante e in cui ogni luogo comune viene ripetuto con mezzi da imbonitori, tanto a lungo da farlo apparire ai più come una verità; è un periodo in cui tanti sciocchi pensano di essere intelligenti ripetendo e sostenendo come pappagalli teorie settarie e pseudoscentifiche, che essi prendono per verità rivelate necessarie per salvare l’umanità.
Ma noi intendiamo resistere: siamo eredi dell’Illuminismo e vogliamo credere che prima o dopo il mondo verrà regolato non dalle emozioni dei singoli, più o meno occasionali e mutevoli, non dalla stupidità umana, ma dalla Ragione; vogliamo credere che nessuna lotta, neppure quella per una causa persa, è mai inutile.
Scriviamo perciò questo manifesto per affermare i nostri diritti e per esporre i mezzi per farli valere.

Manifesto

Noi affermiamo che le armi sono oggetti e strumenti apprezzabili come ogni altro prodotto dell’ingegno umano; esse fanno parte della storia dell’uomo e della sua cultura; esse sono documenti della maestria umana, utili strumenti sportivi, ineliminabili mezzi di difesa. Noi affermiamo i seguenti nostri doveri:

* le armi non debbono servire mai come mezzi di offesa, salvo che in situazione di legittima difesa o necessità assoluta e salvo diversa disposizione dello Stato;
* le armi non devono servire al cittadino per compensare suoi sensi di insicurezza o per soddisfare desideri di prevaricazione, per esibizionismo; chi si trova in questa situazione psicologica deve evitare le armi e deve essere dissuaso dal possederne;
* chi usa le armi deve conoscere le norme sulle armi e deve rispettare le leggi sulle armi in modo puntuale, senza cercare di aggirarle od eluderle e senza mai credere che la sua passione lo possa in qualche modo giustificare nel violarle; chi viola le leggi sulle armi è un nostro nemico perché ci danneggia tutti;
* le armi efficienti sono strumenti pericolosi e si ha il dovere morale e civile di evitare incidenti; chi è trascurato nell’uso o nella custodia delle armi viola la legge ed è un nostro nemico perché ci danneggia tutti;
* chi usa le armi deve rispettare l’ambiente e gli altri concittadini evitando condotte che possano disturbarli, spaventarli, turbarli;
* chi aderisce a questo manifesto ha il dovere di essere informato sulle armi e le norme più importanti; non è ammissibile che la fonte delle nozioni siano l’armiere all’angolo o gli amici del bar; così facendo si diffondono solo errori;
* chi condivide questo manifesto ha il dovere di avere una buona cultura sulle armi che possiede e deve diffondere agli altri la conoscenza di questa cultura, la conoscenza delle leggi, i principi di questo manifesto.

Noi affermiamo i seguenti nostri diritti:

* noi abbiamo il diritto di servirci delle armi nei modi consentiti dalla legge;
* noi abbiamo il diritto di non essere criticati, censurati, discriminati, malvisti, per il fatto di avere interesse per le armi o di farne uso legittimo;
* noi apparteniamo ad una minoranza che ha diritto ad essere tutelata e rispettata come ogni altra minoranza; ogni atteggiamento discriminatorio è un insulto ai principi costituzionali e mondiali sulla tutela della dignità umana;
* noi abbiamo diritto ad un corretto trattamento da parte delle istituzioni; il cittadino non è un giurista e lo Stato ha il dovere di fornire corrette informazioni al cittadino che si rivolge alla Pubblica Amministrazione per ottenere una licenza o per informazioni;
* noi abbiamo il diritto di non essere trattati come delinquenti ad ogni controllo di polizia, a rischio di arresto non in base a diritto, ma in base all’antipatia personale o, quel che è peggio, perché l’operatore sa che troverà comprensione nel tartassare chi ha un’arma, anche se si tratta di un onesto cittadino; sappiamo che un verbale o un arresto in materia di armi è molto utile per le statistiche delle forze di polizia, ma chi si presta a queste squallide operazioni è indegno di ogni rispetto e va combattuto;
* noi abbiamo il diritto a che i giudici conoscano la normativa sulle armi e l’applichino senza pregiudizi; il giudice che ritiene di dover essere severo in modo particolare verso gli onesti che hanno a che fare con le armi non applica la legge, ma sue personali distorsioni mentali. Chi causa un infortunio con un’arma ha diritto allo stesso trattamento di chi lo causa con un’autovettura.

Mezzi di lotta

Il cittadino può sperare di affermare i suoi diritti solo lottando per essi ed impegnandosi di persona; ed i mezzi moderni consentono di farlo in modo efficace e senza rischi di ritorsione da parte di indegni funzionari.
Occorre ribattere colpo su colpo; la cosa migliore è quella di resistere percorrendo tutte le vie giudiziarie, ma ciò ha un costo elevato, troppo spesso insostenibile in termini di danaro e stress. A ciò avrebbe dovuto sopperire una robusta associazione tipo la NRA italiana, ma essa, già asfittica per lo scarsissimo spirito associativo degli italiani, è stata lasciata morire nella culla da una grande azienda armiera italiana e così ora dobbiamo arrangiarci con i nostri mezzi.
Noi proponiamo che in ogni caso in cui si abbia la prova documentata che un giornalista ha scritto sciocchezze, che un funzionario ha dato informazioni sbagliate o ha errato nell’applicare la legge per errore non scusabile, che un giudice ha errato grossolanamente nell’applicare la legge, sia un dovere per tutti noi di scrivere a chi ha potere di controllo su chi ha sbagliato per segnalare l’incapacità del soggetto e per chiedere provvedimenti a suo carico. Quante più lettere arriveranno per ogni singolo caso, tanto maggiore sarà la loro efficacia.
I gruppi di discussione su internet potranno essere fonte preziosa per lo scambio di informazioni che però, si ripete, dovranno essere precise e documentate.

Noi proponiamo la seguente lettera tipo, da adattare ovviamente alle singole circostanze:
Al direttore del giornale (per giornalisti)
Al Questore di (per funzionari di polizia; al Ministro degli Interni per il questore)
Al Consiglio giudiziario presso la Corte d’appello di (per giudici)
… ecc.
Ho accertato personalmente e con sicurezza che (nome e titolo del soggetto) ha scritto o dichiarato quanto segue: (copiare o allegare documento o ritaglio di stampa).
Trattasi a mio avviso, basato sull’opinione degli esperti, di affermazione gravemente erronea che dimostra grave incompetenza … oppure totale mancanza di rispetto per … oppure grave inosservanza dei propri doveri di diligenza, che fanno fortemente dubitare che il suddetto sia persona munita delle capacità e dell’equilibrio necessarie per ricoprire l’incarico.
Tanto segnalo alle S.V. per gli opportuni provvedimenti ed affinché ne venga tenuto conto nella futura valutazione della persona. E consigliabile che ogni lettera venga inviata per conoscenza almeno ad una seconda autorità per evitare che il destinatario soccomba all’istinto di cestinarla: ad es. la lettera al Questore verrà inviata anche al Prefetto, quella al Consiglio giudiziario anche al Consiglio Superiore, quella al direttore del giornale, anche al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti, ecc. Può essere consigliabile inviarne copia allo stesso interessato.

Attenzione: chi non è sicuro della veridicità della notizia, abbia l’avvertenza di premettere la frase “in base ad informazioni di cui non ho potuto accertare la veridicità e che rimetto pertanto alla Sua valutazione”; in questo caso la lettera NON dovrà essere spedita ad altri destinatari (accusare una persona di cose non vere comunicando con PIU’ persone costituisce diffamazione).

Chi aderisce a questo manifesto è invitato a diffonderlo il più possibile con ogni mezzo: invito alle Riviste del settore a pubblicarlo, catena di sant’Antonio per lettera o e-mail ad amici e conoscenti con invito a rispedirlo ad altri amici, e così via.

Nicola, post inserito nella pagina Bang, mi chiedeva la manualistica della carabina Marlin modello 60, semiautomatica in calibro 22 Long Rifle ed eccolo accontentato: ho scansionato e montato in un unico pdf il manuale originale, in inglese. Per non generare un file troppo pesante ho lasciato le scansioni in bianco e nero, da tener presente quindi che laddove il nero è più scarico, l’originale è stampato in rosso. Spero possa tornare utile anche ad altri, ad ogni modo ci tengo a dirvi che copie di manualistica, specie di armi americane, sono disponibili su ebay negli Stati Uniti; ho acquistato diverse cose interessanti a qualche €, in genere si tratta di copie stampate in digitale, a colori di buona qualità, atte alla bisogna.

manuale-marlin-60-cal-22-lr

E poi anche lo spaccato o esploso con, sul retro, i codici dei ricambi dei vari modelli 60:

esploso_marlin_60_22lresploso_marlin60-cal_22

Dopo una frequente corrispondenza con Dino Tigellino, prima sul qs blog  e poi via mail, pubblico quanto si è riusciti a trovare, on line e per esperienza diretta, sullo smontaggio delle semiautomatiche spagnole. Premetto che il tutto è nato da una richiesta che mi fu fatta su qs blog da Dino Tigellino, che mi ha autorizzato a pubblicare quanto scrittomi via mail. Il link che segue è quello di un sito canadese da cui ho preso le immagini, tranne l’esploso di cui non ricordo la fonte. Spero possa essere d’interesse per qualcuno.

Da: dino tigellino <dinotigellino@gmail.com>
Data: 28 febbraio 2009 15:03:27 GMT+01:00
A: Luciano Mastrascusa <dsign@email.it>
Oggetto: Postilla

Segnerò questo giorno sul calendario, non per la giornata lavorativa,
fiacca come al solito, ma per essere riuscito a smontare l’Astra!!!
Anzitutto ti invito, quando avrai tempo (sono passato al Tu, scusa) a
confrontare il link canadese con se stesso: se leggi bene i passaggi
di smontaggio, noterai che i numeri cui fa riferimento il testo non
sono esattamente quelli del LORO spaccato, ma sono proprio quelli
dell’esploso che mi hai mandato TU :D
Dopo attenta lettura, sono passato alla pratica ed ho appurato che,
aperto il carrello con caricatore vuoto ed estrattolo, anche mandando
in sicura la leva medesima, la canna che fuoriesce non si riesce a
farla ruotare; in pratica nella parte bassa della scocca della pistola
ci sono 5 righe che si incastrano con le omologhe nella parte iniziale
di canna o frontale di camera di scoppio; se non si fa ruotare il
tutto in senso orario tenendo la canna verso l’esterno, non è
possibile sbloccare nè carrello nè canna. Allora, forse è meglio
togliere prima la molla, appogginado la pistola sul tavolo dalla parte
posteriore  (mi è partito il tappo, facendo 6 rimbalzi col
sottitto!!!) e per farlo, bisogna sbloccare il tappo A BAIONETTA ma
per farlo lo si deve sbloccare, utilizzando il sellino del caricatore
a mo di cacciavite e premendo il bordino in acciaio che circonda la
canna, che è a baionetta contraria e si incastrano l’uno nell’altro!
Accompagni dolcemente tappino nero e bussolotto in acciaio con la
forza della molla (la pistola la appoggiavi col cane sul tavolo);
estratta la molla e avendo carrello e canna più liberi, cerchi con le
mani di far fare un quuarto di giro alla canna in modo che il frontale
della camera di scoppio ruoti verso il basso la tacca su cui confligge
l’estrattore et voilat, il carrello viene via (a fatica, perchè i
fermi continuano a trattenerlo, ma basta un colpetto con la mano); si
estrae pure la canna e si può pulire la base di scorrimento del
carrello e il cane. Se si toglie il perno accanto al mirino, sul
carrello superiore, viene via il percussore con la sua molla, ma
occorre un chiodino d’acciaio e martellino da modellismo dal di sotto.

Da: dino tigellino <dinotigellino@gmail.com>
Data: 06 marzo 2009 16:57:14 GMT+01:00
A: Luciano Mastrascusa <dsign@email.it>
Oggetto: Re: Postilla

Accidempoli, avevo dimenticato: una volta capito come si smonta una
cosa senza romperla, la rimonto facilmente. Ti consiglio di stampare
la mail dove ti spiego i miei trucchi, perchè da quel sito non si
capiscono…
Ricorda: per far girare la canna il movimento deve essere fluido e non
spingere troppo indietro il carrello, ma soprattutto, è PIÙ FACILE
farlo dopo aver smontato la molla!!!

astra2a1astra2b1astra2c1astra2d1astra2e1astra2f1astraesploso32

http://www.marstar.ca/AssemblyAstra.htm

e questo qui sopra è il sito canadese di cui parlavo in precedenza, per comodità inserisco anche i pacchetti di testo da leggere in sincrono con le foto sopra e facendo riferimento alla numerazione indicata nell’esploso, quest’ultimo è visionabile e scaricabile in dimensione maggiore (basta cliccarci sopra)

0.        Note: mechanically, the Models 400 and 600 are similar. The Model 600 is 3/4″ shorter. The front-to-back grip depth is less in the Model 600 because of the shorter cartridge it fires. Most parts are not interchangeable but the takedown sequence is similar.

1.        To field strip for general cleaning, first clear chamber and remove magazine (30). Pull slide (4) to rear, then rotate safety catch(38) up as slide is moved forward until catch engages slide. Rotate barrel (12) as shown, until it is released from frame (31) and engaged with slide. Release safety catch and move barrel and slide forward off frame.

2.        To disassemble, first clear chamber and remove magazine. Place pistol, muzzle up, on table. Depress barrel bushing (2) with magazine floor plate or screwdriver. Turn barrel bushing lock (1) either way until it holds barrel bushing. Grip barrel bushing and lock firmly with both hands and turn lock 1/4 turn, releasing recoil spring (3). Remove recoil sprig, bushing, and lock. Barrel and slide are removed from frame as in field stripping.

3.        L-shaped retainer pins ( 7 & 8 ) retain the extractor (5) and the firing pin extension (11). Remove pins by prying up with a small screwdriver or punch. When reassembling firing pin spring (9), firing pin (10), and firing pin extension before inserting the  retainer pin (7).

4.        Remove the 4 grip screws (43) and the grips (21 & 42). Replace magazine (30) in frame. Insert punch through hole in frame below trigger bar (35). Hold hammer (13) with thumb and pull trigger, allowing hammer to fall until upper plunger (27) stops against punch. Remove magazine. Drift out hammer pin (20) from left side and remove hammer. Hold upper plunger with drift and remove punch. Remove upper and lower plungers (27 & 29) and hammer spring (28).( Model 600 has no lower plunger.)

5.        Most Model 400 pistols have magazine catch as shown here. Remove magazine catch stop (26). Drift out grip safety pin (25), remove grip safety (22), and push out magazine catch (24) in direction indicated. It is unnecessary to remove side magazine catch on late Models 400 and 600 pistols.

Bah, che dire, ormai gli articoli dei quotidiani sono sempre di più come un palinsesto televisivo; se gli articoli vanno forte la gente li compra, e se aumentano le copie certificate vendute, aumentano i costi degli spazi pubblicitari, ergo, l’utile a fine anno.

E così a dare enfasi ad una notizia contribuiscono anche le immagini della notizia stessa, peccato però che oggi, sul Quotidiano della Calabria, alla notizia a mezza pagina di una gara di tiro “ad aria compressa” cui hanno partecipato circa cento tiratori, hanno cercato di dare evidenza con una foto che, nella mente di colui che la ha selezionata e scelta ma non scattata in loco, avrebbe dovuto aumentare l’appeal dell’articolo, magari incuneandosi nel vissuto mentale di chi legge perversamente un bossolo a terra come foriero di chissà quale efferato delitto.

Peccato però che nel tiro ad aria compressa non vi sia alcun bossolo espulso dopo lo sparo, ma il pallino/piombino/funghetto viene “sparato” via dal vivo di volata dalla sola forza dell’aria :-)

Verrebbe quindi da pensare: falsa la foto, falsa la notizia?

Poichè mi è capitato di incontrare, in senso virtuale qui sul mio blog, molte persone che cercavano informazioni o immagini delle pistole semiautomatiche spagnole Astra, ho inteso pubblicare alcune immagini del modello 300 in calibro 7,65 che ho in collezione, sperando di far loro cosa gradita.

Si tratta di un esemplare che dovrebbe aver fatto la guerra di Spagna, completa di fondina in pelle, con finitura nickelata e guancette in madreperla; è il classico modello con il cane interno, questo esemplare è in condizioni veramente interessanti.

Quando, tempo addietro, decisi di cambiare la tipologia di porto d’armi di cui ero in possesso, da sportivo a caccia, ebbi qualche difficoltà a trovare dei materiali cartacei su cui prepare gli esami e, sopratutto, mi fu abbastanza difficile trovare dei quiz su cui esercitarmi. Questa situazione si presenta a chiunque, decidendo di fare questo passo, o comunque di prendere il porto d’armi uso caccia, non abbia qualche aggancio in qualche circolo di cacciatori; ritengo quindi possa tornare utile avere a disposizione quasi mille quiz su cui esercitarsi, lavorandoci a video piuttosto che stamparli e poi usarli analogicamente! Dal link sottostante è infatti possibile scaricare un file pdf con cui esercitarsi e tenersi aggiornati.

quiz-per-preparazione-esami-caccia

sarei poi contento se dopo aver scaricato i quiz lasciaste, qui sul blog, una nota, una parola, un segno del vostro passaggio e se e quanto avete trovato utile questo file. Grazie

Quando ho iniziato a cercare informazioni sul mio Thrifays modello Super 1000 calibro 12 ho trovato ben poca cosa sul web, quindi credo che dare una piccola storia di questa famiglia di armieri belga possa essere ritenuto interessante da chi cerca qualche informazione.
Mentre a seguire pubblico alcune immagini del modello Super1000 presente nella mia collezione; nella pagina BANG una descrizione più dettagliata legata alla decodifica dei punzoni, in lingua francese.

La società Thirifays & Company, con sede a Liegi in Via Vivegny civico 190, risulta essere iscritta al banco di prova di Liegi dal 1902 al 1906. Risulta inoltre essere titolare di due brevetti, per un sistema di sicura e per un meccanismo della bascula per fucili da caccia.
Dal 1906 al 1913 Francois Thirifays lavora singolarmente per poi associarsi, dal 1913 al 1914 con Frederic Thirifays.
Dopo la prima guerra mondiale Francois riprende la sua attività di armiere dal 1926 al 1937, sempre a Liegi ma in Via Celestines n° 11.
Charles Thirifays proseguì l’attività dal 1937 al 1948.

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Oggi vi racconto un episodio divertente che mi è capitato un paio di anni fa.

Circa quattro anni fa ho recuperato da rottamazione certa una longilinea doppietta a cani esterni; infatti un caro amico mi propose quest’arma che si presentava con le canne completamente arruginite e i legni che sembravano sepolte dalla polvere. Con molta calma e parimenti Ballistol, ho iniziato a pulirla, una pulizia superficiale e non invasiva e montandola ho visto che le chiusure erano abbastanza salde, e i legni affatto male. Continuando con la pulizia è comparso sulla bindella, rimesso in argento ed in caratteri gotici “Damas Bernard”, quindi ho continuato sulla bascula, le cartelle e le altre parti metalliche fino a scoprire alcuni punzoni, ma che non sono riuscito ad identificare.

In sostanza una elegante e fine doppietta a percussione centrale e cani esterni, in calibro 20 ovviamente bigrillo, canne di un bel damasco (!), calcio all’inglese, triplice chiusura con traversino tondo passante. Insomma un gioellino per l’epoca.

Dopo qualche anno ho ripreso in mano quella doppietta e mi sono messo in contatto con un gruppo di ricerca belga, anche perchè alcuni punzoni, oltre la dicitura sulla bindella su menzionata, mi riportavano al Belgio, a questo punto è successo di tutto, nel senso che si sono scatenati tutti in ipotesi più o meno valide finchè, dopo circa un paio di mesi, il responso ultimo e forse quello più veritiero.

Adesso, per chi voglia seguire il medesimo percorso, pubblico di seguito le foto dell’arma ripulita, le stesse che ho inviato al gruppo di ricerca, e dopo di esse le risposte cui si è arrivati.

Come dire che se oggi parlando di copie pensiamo subito alla Cina, ieri non era propriamente così…

damas-bernard-20doppietta-damastraversino_tondocartelladestradamas_bernard_rimessemanardi-aiardi-brescia1punzomitutti1camera_scoppio1punzone_cannapunzone4punzone6punzone_calibro_20bernard-paris-armsdamasco-brevettodamas-alonge-bernardbrevetto-damasdamas-bernard-alonge

E adesso, cronologicamente ordinati dal primo all’ultimo, i pareri di un po’ di appassionati:

Penso che il punzone A, B, M sotto la corona sia un punzone francese in uso nella città di Parigi fra il 1897 e il 1914. Ed è da mettere in relazione con Albert Bernard, ma  la lettera M resta un mistero.
Max (Belgio)
::::::::::::::::::::::
Possibile, Albert Bernard è stato attivo dal 1823 ad almeno il 1873 e ha depositato un marchio registrato nel 1865, marchio di cui non sono in possesso.
Ma mi chiedo che cosa possa significare la M: il costruttore?
Questo fucile è a percussione centrale, mi chiedo quando questo tipo di fucile è stato fabbricato per la prima volta … 1873 mi sembra presto … ma questa non è la mia specialità, lo ammetto.
Oscar (Belgio)
::::::::::::::::::::::
Da parte mia opterei per Albert Bernard a Parigi, ma per la M è un mistero, a meno che non sia semplicemente legata al rivenditore Bernard residente a Marsiglia nel 1900, o di un altro concessionario Bernard  citato a Mantes, anche nel 1900.
La cifra 50 è certamente la lunghezza della camera di scoppio.
Max
::::::::::::::::::::::
… non dimenticate Alphonse BERNARD, depositario (nel 1855) di un brevetto:
Nuovo Damasco applicabile alle canne di armi di lusso detto alongè.
E che ha firmato le sue canne con le lettere AB  in un ovale …
Michel (Belgio)
::::::::::::::::::::::
E se vi dico che questo fucile è italiano?
I marchi sono di un artigiano che aveva adottato un punzone simile a quello del Banco di Liegi, una evidente falsificazione. Negli anni 50 ce ne sono stati in Italia almeno 10 che hanno ha adottato un punzone di forma ellittica con la corona e le lettere capitali all’interno ……….

Il nome del fabbricante di quest’arma dovrebbe essere:
Manardi e Aiardi, Brescia (ABM)
Statistiche della Camera di Commercio del 1924:
Indirizzo  Via Musei 42 Brescia
Fondata nel 1909
Fabbricazione di fucili commerciali e di lusso
Macchine per la produzione: motori elettrici 2 CV ….

L’uso di canne di Damas Bernard è stato molto diffuso tra i nostri rivenditori,
come le cartelle a cani esterni prodotte in Belgio.
Alberto (Italia)

Insomma tutto è bene quel che finisce bene, e l’ultimo chiuda la porta … (famosa citazione da Supergulp del secolo scorso!)

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