Bah che dire, noi meridionali probabilmente, l’Unità d’Italia l’abbiamo più subita che voluta.
Perchè non dimentichiamo che non stiamo parlando certo di un referendum popolare o di bonarie elezioni, ma di una annessione militare con tanto di deportazioni finali e saccheggio alla barbara maniera.
Tant’è che dopo la tanto blasonata Unità militare si pone in essere il tentativo di coesione delle genti, e per ben aderire al neonato Stato Savoiardo Italiano necesse est ben scollare/decollare lo Stato borbonico scollado/decollando il malcontento popolare/brigantaggio per poterlo catalizzare/incollare in maniera definitiva nello Stato Sovrano. La colla/decollatrice si chiamerà appunto Lefaucheux modello 1861, che diventerà la compagna portatile, in taluni casi anche gemellata, dei più o meno paffuti Reali Carabinieri, al punto che per parità per ognuno di essi ci sarebbero voluti almeno tre avversari considerandoli muniti in ambo le mani delle arcaiche piastre a pietra di elegante e fine fattura ispanica, o a luminello.
Quindi ecco, saltando quasi a piè pari l’epopea della singola azione americana, passare dagli stoppini e dalle bacchette alla ripetizione rivoltante delle prime spillo, una breve parentesi temporale catalizzantesi alla definitiva, per ora, percussione centrale. Non dimenticando però che il consorte della prode Anita portò nel nostrano agone i poco economici Peacemaker, non figli della sua esperienza Sudamericana ma operazione politica concertata dal fratello Samuel, nel tentativo, riuscito per lui ma non per il Generale, di portare a casa un ordine di fornitura sostanzioso (va ricordato il Fondo Garibaldi …)
Ecco allora la colla, che troviamo con l’allora strapotenza di sei colpi utilizzabili in rapidissima successione, benchè in single action, contro al massimo due schioppi di polvere nera, una impari lotta che pian piano avrà ragione dei miserabili che intendevano opporsi al nuovo Stato ed alle di lui novelle vessazioni. Lasciando al Salvatici parole e immagini, che presenterà con dovizia di dettagli la Lefauchet 1861 dei Reali carabinieri, io ve ne do un un piccolo saggio di come si sia ben conservata per cento anni, al di sotto di un notevole strato di ossidazione, a dimostrazione che sebbene abbia depauperato il Meridione da moltissimi dei suoi abitanti era comunque un’arma moderna e veramente ben fatta.




13 marzo, 2011 at 1:29 pm
Errata Corrige: Ho erroneamente scritto Lefachet invece che Lefaucheux, un grazie a Massimo rocchi che ha prontamente segnalato il refuso.
5 aprile, 2011 at 6:56 am
Parliamo di unità d’Italia giovedì prossimo in radio.
Ti piacerebbe intervenire con la spiegazione di questo articolo ai nostri web radioascoltatori?
Marco
5 aprile, 2011 at 4:39 pm
Perchè no, ma solo restando nel campo oplologico!
6 aprile, 2011 at 8:47 am
Bene!
domani sera alle 21,00 su http://radiofree.it
Contatto skype (cerca sull’elenco free web life)
oppure marcocostanzo
Grazie.
Marco Costanzo