E non è una massima cinese ma una buona pratica di caccia, che tradotto per gli sparatutto equivale a dire che non ha alcun senso tirare ad un obiettivo se non si certi di poterlo abbattere e sopratutto recuperare.

E credo che nulla sia più eloquente di queste immagini che ho scattato dopo che Franco [Gentile solo di cognome!], il baffuto della foto, aveva rinvenuto il sabato mattina la carcassa di uno splendido solengo, vedasi le dimensioni delle zanne [zanne che poi Pinuccio, alias Giuseppe Guaragna, alias Nick (vi ricordate il Dinatos proprietario del Nigth Club di Quando si ama?!!),  alias ‘a Spinnata, alias ‘u Pellicciaio, il non baffuto della foto, ha poi provveduto ad asportare, sigh!], portando a spasso i cani.

Poi si è scoperto che qualcuno [e sappiamo chi!] gli aveva sparato qualche chilometro a valle il giovedi, e la certezza si è avuta non chiedendogli un documento d’identità ma guardando le sue zampe: la posteriore sinistra aveva l’unghia spezzata [che, per chi non è cacciatore, significa che ogni traccia è identificativa del singolo animale].

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