Credo sia sempre più divertente vivere in un piccolo paese dove da ormai una quindicina d’anni si fa un gran parlare di “appuntamenti”, “turismo sostenibile”, “indotto turistico economico”, “sinergie di sviluppo”….. ed altre amenità consimilari. E dico amenità perchè risulta incomprensibile come si voglia far marketing turistico fidelizzando l’utenza extramoenia se perfino il moranese, che vive la più tediosa quotidianità di un microcosmo dissociato dal villaggio globale che è il mondo, non sa se e cosa ci sarà durante l’anno!

Questo preambolo è d’obbligo per introdurre la festa che si voleva far diventare trainante per l’economia turistica del nostro piccolo borgo pedemontano, sempre più pedestre e sempre meno montano (considerazione che nasce spontaneamente guardando le aberrazioni cementizie presenti ognidove), la Festa della Bandiera appunto, una sorta di novella Araba fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove (temporale) sia nessun lo sa!

Orbene quest’anno si è deciso per intanto di riproporla, e ciò è positivo, anche se denota come la sua realizzazione sia possibile solo se e quando il deus ex machina decida in tal senso (e non credo che ciò sia positivo), ricordo a tal proposito che l’ultima edizione risale al 2008, soltanto che infischiandosene di quanto veicolato negli anni sui vari media e sul web la data è stata nuovamente spostata: stavolta siamo arrivati al mese di luglio.

Credo quindi che vadano invalidate le informazioni presenti sul web nei link che vengono fuori usando come discriminante di ricerca “festa della bandiera”, ma riuscirà l’organizzazione in tale fine? Non credo sia possibile, e per darvi la dimensione della cosa, riporto di seguito, citandone la fonte, un decimillesimo di quanto si trova on line!

Permettendomi di sottolineare, poichè non si riesce a trovarlo chiaramente in giro, che questa edizione 2010 della Festa della Bandiera, qui a Morano Calabro (CS), ci sarà, o almeno mi dicono dovrebbe esserci (!) dal 16 al 18 luglio, ovvero a ridosso della “blasonata” festa della Madonna del Carmine.

http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_bandiera

Festa della bandiera
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La festa della bandiera è una rievocazione storica che si svolge annualmente nella cittadina di Morano Calabro, nei giorni intorno al 20 maggio (festività liturgica del patrono San Bernardino da Siena).
Indice [nascondi]
1 Cenni storici
2 Origini della manifestazione
3 Svolgimento della cerimonia
4 Bibliografia
5 Voci correlate
6 Note
7 Collegamenti esterni
Cenni storici [modifica]

La decapitazione del Moro e la sua importanza storico-iconografica
La manifestazione rimanda a una storica battaglia altomedievale che, nel quadro delle incursioni saracene, vide vittoriosa la popolazione di Morano. Secondo la tradizione, nel combattimento (avvenuto probabilmente nel 1096 e tramandato come battaglia di Petrafocu dal nome della contrada, prospiciente la cittadina, in cui si svolse) uno dei saraceni – forse un capo di guarnigione – fu fatto prigioniero e in seguito decapitato. L’esibizione della testa sanguinante del saraceno lungo le strade del borgo fu il gesto che testimoniò alla popolazione l’avvenuta vittoria sui mori.

Lo stemma di Morano con la testa di moro
L’immagine della “testa di moro” che si richiama a tale evento storico, divenne in seguito un importante simbolo iconografico popolare e identitario. Apparve per la prima volta, come figura allegorica, in una cartella lapidea che sormonta la fontana cittadina di piazza San Nicola dall’anno 1561. Dopo alcune modifiche stemmologiche subite nel corso dei secoli, dal Cinquecento al Settecento, l’arme con la testa del saraceno è tuttora lo stemma del comune di Morano, in cui sovrasta tre colline raffiguranti i tre “borghi” e il motto latino “Vivat sub umbra” (= Viva nell’ombra [il Moro]), eloquente testimonianza del legame dei cittadini all’evento storico e del loro animo verso di esso.
Sono screditate le tesi che vedono un’attinenza fra l’episodio della battaglia di Petrafocu, la decapitazione del Moro e il nome di Morano. Le origini del borgo, infatti, si fanno risalire all’epoca della Magna Graecia, o per lo meno al II secolo a.C., come testimonia l’incisione del nome Muranum (o Summuranum) in diversi reperti: un’antica pietra miliare (il Lapis Pollae, II secolo a.C.), l’Itinerario di Antonino (II secolo), la Tabula Peutingeriana (III secolo); tutti di età anteriore alle incursioni musulmane.
Origini della manifestazione [modifica]

È sconosciuta la data esatta in cui la vicenda storica della decapitazione del Moro, gravata di rituali e simbologie, è stata tradotta in rievocazione. L’unico dato certo è la testimonianza della sospensione di questa, avvenuta nel 1806 (oltre, naturalmente, alla sua ripresa con costumi in stile rinascimentale nel 1996).
Svolgimento della cerimonia [modifica]

Un antico atto devozionale e identitario
L’impianto che la cerimonia aveva prima della soppressione del 1806 si è conservato piuttosto fedelmente nelle più recenti edizioni, eccezion fatta per alcune ottimizzazioni logistiche. La manifestazione non è una semplice rievocazione dell’evento storico, ma riproduce un antico rituale simbolico.
Tre sono i personaggi chiave dell’azione: il Mastrogiurato, il Castellano, il Notaro. Altre figure emblematiche sono, tradizionalmente, il Vice, il Sergente, i Giurati, l’Uomo di legge, il Mastro d’atti actoronius.
La cerimonia aveva inizio con il Mastrogiurato, rappresentante del popolo, che, seguito dalla sua famiglia, da un Giurato a piedi, dal Vice e dal Sergente, prima del vespero del 19 maggio si dirigeva verso il castello baronale in gran corteo, in silenzio e a tamburo battente.
Qui venivano ricevuti dal Castellano (custode delle prigioni dov’era conservata, fra l’altro, la “bandiera regia”) e da un Notaro, al cui fianco era posta una seconda bandiera bianca con l’effigie di un saraceno. Era questa la cosiddetta “bandiera del Moro”, simbolo della battaglia contro i saraceni ed emblema di identità civica.
Il Mastrogiurato, davanti al Notaro, stipulava un instrumentum (atto scritto) con cui si impegnava formalmente – dietro cauzione di mille ducati e a pena di amputazione della mano destra – a prendere in consegna la bandiera del Moro e a condurla solennemente lungo il tradizionale tragitto verso il monastero di San Bernardino, in fondo al paese.
La bandiera regia e quella del Moro, nelle mani del Mastrogiurato, venivano quindi condotte in corteo insieme ad altri oggetti, consegnati dal Castellano tramite altri Giurati e Messi comunali. Tali oggetti sono: una pistola (oggi sostituita da un sacco di monete), simbolo di difesa della patria; un mazzo di chiavi, in segno di affidamento delle porte cittadine alle mani del santo patrono; un mazzo di candele, a sancire la devozione del popolo.[1] Il corteo, fattosi più serioso per il giuramento prestato, si incamminava allora in direzione di un’altura[2] rivolta verso l’abitato, dove il Mastrogiurato lasciava sventolare il vessillo del Moro fra le sue mani.
La bandiera veniva quindi riavvolta, per essere condotta al monastero. Qui il Mastrogiurato, riposte la pistola, le chiavi e le candele ai piedi del simulacro di San Bernardino, si dirigeva verso un luogo chiamato lo forno, dove inalberava la “bandiera del Moro”.
Il 20 maggio, ovvero il mattino seguente, si teneva (e si tiene tuttora) la fiera del santo patrono. Fino all’edizione del 1806, il Mastrogiurato, scortato dal Vice e dal Sergente, si dirigeva verso lo forno; qui erano raggiunti da un Uomo di legge (assessore) e da un Mastro d’atti actoronius (cancelliere). Questi ultimi due personaggi coadiuvavano il Mastrogiurato nell’attività di giurisdizione sulle controversie fra privati che fossero insorte durante la fiera, per un valore non eccedente i sei ducati e per tutta la durata della settimana seguente. Il Mastrogiurato infatti assommava alla sua carica quella cosiddetta di Mastromercato.
Seguiva la messa solenne nel monastero di San Bernardino, dove veniva condotta la bandiera e si consegnavano le offerte votive. Per tutta la settimana seguente, la bandiera del Moro restava esposta al forno; negli stessi giorni, inoltre, uno sbandieratore doveva girare le piazze cittadine e far volteggiare una bandiera a quadri di vari colori.[3] Al termine della settimana, la bandiera del Moro e tutti gli oggetti venivano riconsegnati al Castellano, e i personaggi decadevano da ogni ruolo o carica rivestiti durante la celebrazione.
Nelle più recenti edizioni, la festa della bandiera si è arricchita di scenografie, cortei in costume di epoca rinascimentale, sbandieratori e uomini d’arme. La manifestazione si svolge oggi nel cuore dell’abitato, su un palco in cui è raffigurato un castello realizzato nel 1997 dallo scenografo Nicola Curri. Il pubblico, attraverso un sistema di amplificatori, prende parte all’azione e alle formule rituali. La forma serpeggiante e la posizione rialzata della strada in cui sfilano i cortei storici ne rende godibili i passaggi.
Allo svolgimento tradizionale gli organizzatori hanno affiancato l’ambientazione in un preciso contesto storico (il tardo Cinquecento), poiché è probabile (ma non attestato) che in questo periodo si siano svolte le primissime edizioni della festa.

http://www.sagreinitalia.it/dettagli.asp?ID_S=%7B602C61CC-B997-4057-A504-3EA98D1750C9%7D

La Festa della Bandiera, edizione 2008, la nona da quando nel 1997 la Pro Loco guidata da Nicola Fuscaldo la (ri)attualizzò scongiurando il rischio oblio, decretato dall’invasore francese addirittura nel lontano 1806, torna ad essere un appuntamento importante per la collettività locale e per l’intero territorio. Come l’araba fenice, risorge dalle ceneri e si riappropria dei tempi e degli spazi che la tradizione plurisecolare, ma più ampiamente la cultura del popolo moranese da tempo immemore le riconosce. La notizia, nell’aria già da qualche settimana, da quando, cioè, il Comune sottoscrisse meritevolmente quel patto di reciprocità e collaborazione con la Pro Loco, si veste d’ufficialità e abbandona l’incertezza che su di essa alitava nei mesi scorsi.
Procediamo con ordine. La data, o meglio: le date. Sì perché le cerimonie si articoleranno su tre giornate: sabato 31 maggio, domenica e lunedì 1 e 2 giugno, anziché nella settimana a cavallo del 20 maggio, in concomitanza, come vorrebbe la tradizione, con i festeggiamenti del santo Patrono Bernardino da Siena. Tanto unicamente per aumentarne la visibilità, essendo prevista proprio a Morano, per il 2 giugno, un’altra manifestazione, questa promossa da Federparchi.
Intanto dal summit Pro Loco – Comune tenutosi presso la domus civica nei giorni scorsi, al quale hanno partecipato il sindaco Nicolò De Bartolo, il consigliere Rocco Ingianna e Nicola Fuscaldo, è stato predisposto seppur in via preliminare il programma. Il cui leit motiv rimane inalterato rispetto alle passate edizioni: artisti di strada, sfilata del corteo storico, simulazione della mesta partenza in battaglia dei cavalieri e del loro successivo ingresso trionfante nei pressi del maniero scenografico, botteghe artigiane in Via Vigna della Signora, riunione del seggio nel chiostro di san Bernardino, omaggio del “maio” ai nobili della città. Il tutto, tra guerresco e romanzesco, per rievocare la strepitosa vittoria che i moranesi ottennero sui saraceni intorno al X sec.

http://www.paesionline.it/calabria/morano_calabro/manifestazioni_morano_calabro.asp

Eventi a Morano Calabro
Festa della bandiera
La domenica vicino al 20 maggio, si svolge questa manifestazione ambientata alla fine del ‘600. Da piazza del castello parte il ricco corteo del “Feudatario”, mentre da piazza San Nicola parte il più modesto corteo del Mastrogiurato. Davanti al castello i notabili consegnano la bandiera con lo stemma di Morano al Mastrogiurato.

Potrei continuare ancora, poichè sono soltanto alla quinta pagina di Google, ma l’unica fonte che potrebbe darmi il dato certo, ovvero il sito web della Pro Loco, non sono riuscto ancora a trovarlo!